AltroVesevo - I volti dell'emozione

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L’idea di Altrovesevo nasce dalla forte suggestione derivante dalla Mostra creator vesevo, 10 grandi sculture in pietra lavica, che non ti aspetti di trovare lungo il ciglio della strada che costeggia il Vulcano, che ti “spiazzano” come sempre accade quando qualcosa é “di più” del puro segno comunicativo, laddove  percepisci una presenza che immediatamente entra in contatto con la tua profondità.

E quindi “ti senti altrove”, predisposto ad un viaggio interiore che é sperimentazione, ricerca, gioco e – perciò – conoscenza.
Il genius loci del Vulcano e la suggestione della Pietra Lavica lavorata dalle abili mani dei maestri scalpellini, per consentirle di diventare pietra nobile, meritevole di essere fattrice e veicolo di espressione  artistica, se ci poniamo con animo aperto, se ci concediamo la giusta calma, facilitano un intenso dialogo intrasoggettivo ed intersoggettivo.

Perché un Vulcano è una Montagna che ci riflette: come la nostra esteriorità nasconde e “protegge” la nostra interiorità, così la montagna nasconde il fuoco che, come noi, assume varie forme.
Da lava incandescente si solidifica fino a diventare pietra.
E poi di nuovo fuoco, che purifica e distrugge per ricreare.

La presenza del Vulcano, presenza antica, familiare ma anche estranea, non addomesticabile, come tutto quanto è Natura, la presenza delle Sculture, il loro essere là perché realizzate, da menti, cuori, mani che avevano l’urgenza di raccontarsi, di fermare una emozione, fanno emergere parti di noi altrettanto antiche, misteriose, a volte perturbanti..

Altrovesevo nasce per dare uno spazio-tempo di condivisione di esperienze, di pratiche, di saperi che di volta in volta mobilitano la grande fucina vulcanica della nostra interiorità, costruendo situazioni di “comunità”, in cui la propria emozione é in rapporto con altri: l’altro che ti guida, l’altro che ti sta vicino, il volto dell’altro che è l’evento che ti fa essere pienamente umano, nella tua identità relazionale.

L’evento assumerà quindi la dimensione del viaggio, della transizione, del dialogo.

In quattro incontri si snoderà una sorta di “cammino di scoperta”, attraverso l’arte e la conoscenza, la pratica yoga e la danza, la poesia e la musica, producendo una sorta di “corto circuito” tra Passato e Presente,tra Oriente ed Occidente.

E, quindi, il piacere di trovarsi e ritrovarsi, il piacere di “passare attraverso” la meraviglia delle tante costruzioni create nel Tempo, nei Tempi, in Luoghi molto vicini, in Luoghi molto lontani, in Oriente e in Occidente -appunto-, nel qui ed ora della scrittura creativa, nell’allora dei miti fondativi.

Armonicamente,
Arte e Natura hanno ispirato la realizzazione di happening  in cui si contaminano e si integrano forme espressive e discipline fortemente codificate, o che si tramandano iniziaticamente.
Il percorso attraverso le forme e le sculture, sarà un percorso attraverso i simboli che piano ricondurranno a nuclei più essenziali e primordiali e, quindi, più “veri” ed autentici.

Il fil rouge é costituito proprio dal giocare con la molteplicità della “foresta simbolica”, con la leggerezza che deriva dall’ascolto/pratica di stimoli plurimi, in assenza di realtà virtuali, in assenza di messaggi didascalici impliciti o espliciti, vivendo consapevolmente in prima persona l’esperienza, l’addivenire con altri alla verità della presenza.

Eventi quasi magici, eventi che accadono quotidianamente, ma che non sappiamo riconoscere, confondendoli nei rumors della plurima inautenticità in cui ci incagliamo.

Percorso divertente ma anche molto serio e impegnativo, se pensiamo a come i bambini si appassionano ai loro giochi.

E, allora, andiamo a cominciare… andiamo ad immaginare e a predisporci, per, poi, ESSERCI!

Il Vesuvio è dentro di noi più di quanto ne siamo consapevoli.
Il viaggio per arrivare alla sua vetta è – immaginario e metaforico -  dentro noi stessi. 
Attraverso le mille forme che assume puoi conoscerlo.
E conoscerti.

Fuoco. Magma. Lava. Pietra